UCL, il miracolo della Dea: l’Atalanta vola agli ottavi e programma un futuro da grande

La qualificazione agli ottavi di Champions League ottenuta ieri dall’Atalanta, grazie alla vittoria sullo Shakhtar Donetsk, può certamente essere definita come una straordinaria impresa, come un vero e proprio miracolo sportivo, non foss’altro perché, solo qualche settimana fa, tale prestigioso traguardo sembrava praticamente irraggiungibile. Però, analizzando attentamente l’ultimo decennio di storia atalantina, anche la storica qualificazione agli ottavi da debuttante, assume i connotati  di un logico e prevedibile traguardo, del naturale esito di un percorso virtuoso.

L’Atalanta, infatti, si pone oggi agli occhi di osservatori ed addetti ai lavori come un esempio perfetto di progettualità virtuosa, di crescita costante e progressiva che, anno dopo anno, porta al raggiungimento di traguardi e successi sempre più importanti. Dopo la retrocessione in Serie B nella stagione 2009/10 e l’immediato ritorno in A, coinciso non a caso con il ritorno alla presidenza di Antonio Percassi, la Dea ha fatto sempre meglio, é stata capace di scalare la classifica del massimo campionato, fino a raggiungere posizioni di vertice. Un ruolo fondamentale, nella crescita nerazzurra, è stato svolto dal fiorente vivaio, dai numerosissimi talenti forgiati a Zingonia. Da anni, infatti, il settore giovanile atalantino é tra i migliori d’Italia, distinguendosi positivamente in un contesto nazionale nel quale, purtroppo, l’emersione e l’affermazione dei giovani sono sempre più difficili.

Ed é proprio la linea verde uno dei maggiori punti di forza dell’Atalanta, che le permette sia di schierare profili interessanti in grado di farne le fortune sul campo, che di monetizzare, tramite ad esempio cessioni onerose, per poter poi investire in maniera sempre più importante nel progetto di crescita. Ma, ad onor del vero, va detto che, soprattutto a partire da questa stagione, la compagine nerazzurra ha mosso i primi passi per raggiungere un ulteriore livello di maturazione. L’unica cessione eccellente, infatti, è stata quella di Gianluca Mancini, ma in nerazzurro è arrivato un certo Luis Muriel. La storica qualificazione in Champions, d’altra parte, imponeva scelte coraggiose ed investimenti importanti, che hanno infine dato i loro frutti. L’obiettivo, quindi, per l’immediato futuro sarà quello di mantenre i propri pezzi da 90 o, eventualmente, di rimpiazzarli con profili di pari valore, per far si che la Dea possa diventare sempre più grande.

In conclusione ci chiediamo, quindi, dove potrà arrivare l’Atalanta, quali altri traguardi potranno essere raggiunti. La sensazione è che, se il progetto proseguirà senza intoppi, i bergamaschi potrebbero anche competere per la conquista del tricolore. Certo, ad oggi questo sembra soltanto uno di quei sogni che svaniscono al mattino, ma proprio la Dea ci ha insegnato che nulla è impossibile. In attesa di vivere quello che sembra già un roseo futuro, però, i tifosi atalantini possono già concentrarsi su uno stupendo ed entusiasmante presente.