Serie C, Cosmi elogia Italiano: “Il suo Trapani gioca il più bel calcio”





Alla guida del Venezia da poco più di una settimana, Serse Cosmi ha concesso una intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato della sua nuova avventura con i lagunari in Serie B ma ha anche espresso il suo pensiero su altre squadre, rivali della propria nel campionato cadetto o belle realtà in altre categorie. Tra queste ultime rientra il Trapani.

Nel suo secondo anno in Serie C, dopo la retrocessione a conclusione della stagione 2016-2017, la società siciliana ha deciso di affidare la propria panchina a Vincenzo Italiano, ex giocatore granata, una scelta che pare stia dando i propri frutti non solo dal punto di vista dei risultati, il Trapani occupa attualmente il secondo posto nella classifica del Girone C alle spalle della Juve Stabia, ma anche dal punto di vista delle prestazioni e ciò non è passato inosservato agli occhi di Cosmi: “Ho visto tante partite e il più bel calcio – rivela l’allenatore umbro – l’ho visto nel Trapani di Italiano”.

Riguardo la Serie B, il tecnico si sofferma sulle squadre che stazionano nella parte più alta della classifica e mirano a raggiungere la promozione nella massima serie: “Questo è l’anno giusto per il Brescia, è più libero mentalmente. Cellino è stato bravo a passare da Caracciolo a Donnarumma, non era facile. Il Palermo, come struttura, resta la squadra più forte in B, ma Benevento e Verona hanno rose top e il Lecce gioca bene”. Il suo Venezia invece si trova nell’altra metà della classifica pertanto “oggi il primo e unico obiettivo è la salvezza. Se poi il presidente mi chiederà la promozione in Serie A  – aggiunge Serse Cosmi – sarà una prospettiva affascinante. Venezia è una città di valore mondiale, ci sono stato. Dopo il fuorionda di Striscia. – prosegue – Gaucci mi diede tre giorni per distrarmi e io venni qui”. 

Sugli altri allenatori della Serie B infine rivela: “Sfidare Grosso, Bucchi, Stellone e Liverani mi fa sentire più giovane. Mi rivedo in Liverani, allena un calcio di strada, come gestione invece direi Stellone. Bucchi e Grosso forse sono un po’ troppo integralisti”.