Juventus, de Ligt si presenta: “Ho scelto la numero 4. Giochiamo per vincere tutto”

De Ligt

Oggi è il giorno della presentazione di Matthijs De Ligt in casa Juventus. Ecco le prime parole del nuovo acquisto bianconero ai giornalisti.

Per me è un grande passo, il primo che faccio fuori dal mio paese. Mi devo abituare, però, è stato un grande onore ricevere il benvenuto da così tanti tifosi juventini. Mi auguro di poter restituire tutto questo entusiasmo.

Finale di Nations League? Io in quel momento stavo cercando di capire dove volevo andare. Avevo già un’idea di quale sarebbe stato. Tuttavia, volevo aspettare la Nations League. Pensavo di riposarmi ed ero piuttosto sicuro che sarebbe stata la Juve. Vedere uno come Cristiano Ronaldo avvicinarsi a me è stato molto importante. Non ho deciso per quello. La decisione di venire qui l’avevo già presa. Era fondamentale fare un passo fuori dalla mia nazione, ma l’ho deciso dopo la finale. Sono molto sereno, tante persone sono contente che io sia alla Juventus. Ci sono state, però. anche altre reazioni per questa scelta. Devo adattarmi a una nuova cultura. Giocare qui è una grande sfida, la tifoseria è molto vicina allo stadio e si fa sentire. Perché proprio la Juventus e non il Barcellona o il PSG? Il processo è stato lungo. L’Italia è famosa come un paese dove c’è una grande tradizione difensiva. La Juventus ha dimostrato di volermi fortemente. Alla fine il feeling con la società ha fatto la differenza. 
 

Sarri? Con lui ci siamo sentiti e abbiamo cominciato a conoscerci. Uno dei motivi per cui sono voluto venire alla Juve è il mister, ho sentito parlare benissimo di lui e di come prepara la difesa. La maglia della Juve da piccolo? In quella foto avevo 7 anni, se sei un difensore sai già quale giocatore ammiri. Io ammiravo Fabio Cannavaro, che aveva vinto il Pallone d’Oro del 2006 ed era un mio idolo. Ho sempre avuto un buon feeling con la Juventus, ero un fan da bambino. La pressione è normale nel calcio, perciò quando un club ti acquista devi essere capace di gestirla. Io faccio la mia parte. Poi vedremo sul campo quello che saprò dimostrare.

La Champions? Ci sono tre competizioni, quattro con la Supercoppa. Noi vogliamo trionfare in tutte, perché la Juventus deve avere la mentalità di vincere ogni competizione a cui partecipa.

Attaccanti juventini? Qui ci sono diversi attaccanti, da Ronaldo che è bravissimo in area di rigore a Mandzukic che è forte di testa e determinato. Poi c’è Douglas Costa che è velocissimo. Ognuno ha le sue qualità, è difficile giocare contro ciascuno di loro ed è sempre una gara agguerrita. Cosa puoi dare al campionato italiano? In Olanda si è sempre parlato molto di costruire dal basso. In Italia si parla di marcature e di difesa di squadra. Io posso dare una mano a loro e viceversa la Juventus può aiutarmi a crescere. Che aspetto tecnico vuoi migliorare qui? Io sono ancora giovane, ho 19 anni. Ho diversi margini di miglioramento. Ci sono differenze tra Ajax e Juve. Ma per me la cosa importante è lavorare duramente e dimostrare di poter migliorare giorno dopo giorno per il futuro.

Numero 4? Quello è speciale per me e lo indosso fin da giovane. Adesso l’ho ritrovato anche alla Juve. Ho sentito ottime cose sui calciatori che lo hanno indossato qui. Quindi ho un’eredità da portare avanti e spero di saperla rispettare. Ajax giovane, Juventus matura? È diverso, qui c’è più esperienza e devo imparare e migliorare grazie a loro. Da Buffon a Chiellini fino a Ronaldo. È una sfida ma mi piace.

Obiettivi personali stagionali? La cosa più importante è adattarmi alla nuova squadra, al nuovo paese e al nuovo tecnico. Per tutti i giocatori poi è fondamentale il campo, ma il mio obiettivo principale è ambientarmi. Prime sensazioni? Sicuramente voglio imparare ancora tanto dagli altri calciatori, sono ancora all’inizio del mio percorso”.