Fabio Sciacca a MaSport.it: “Sfida beach soccer col Palazzolo, io non mollo mai”. E sul Catania

Calato il sipario sul campionato di Serie D, Fabio Sciacca, centrocampista della Sancataldese, è già pronto a rimettersi in gioco. La sfida si chiama beach soccer e il catanese sarà tra i protagonisti del campionato di Serie A che prenderà il via l’8 giugno 2018 con la maglia del Palazzolo Beach Soccer. Masport.it ha voluto intervistarlo per parlare di questa nuova interessante prova e del suo futuro lavorativo.

Quest’anno ha deciso di lanciarsi nell’avventura del beach soccer sposando la causa Palazzolo Beach Soccer, come procede questa sfida e quali obiettivi si è posto, vista anche la fiducia riposta in lei dal presidente Lumia?

“È un’avventura appena iniziata. Noi giocatori abbiamo da poco concluso i campionati nelle rispettive squadre e ci stiamo preparando per poter disputare al meglio il campionato di Serie A di beach soccer che si aprirà il prossimo 8 giugno. Sappiamo di non essere la squadra più forte del campionato dal punto di vista tecnico, ma faremo di tutto per far bene, in modo da ricompensare la fiducia dataci dalla società”.

Qual è invece il suo obiettivo personale?

“Voglio dare continuità a questo campionato disputato nel calcio a 11 (Sciacca è attualmente centrocampista della Sancataldese ndr): dopo tanto tempo di inattività non vorrei fermarmi, continuerò ad allenarmi e migliorare la mia condizione fisica per arrivare al campionato della prossima stagione al top”.

Scorriamo l’album dei ricordi. Lei ha mosso i suoi primi passi, calcisticamente parlando, nel Catania, dapprima nelle giovanili e successivamente in prima squadra. Una carriera in ascesa, la sua, frenata da alcuni infortuni: le capita di pensare a quello che è stato e a come si sarebbe potuta evolvere la sua carriera se non ci fossero stati quegli infortuni?

Mi tornano spesso in mente l’esordio e le partite disputate con le grandi squadre, così come la ‘vita da giocatore di Serie A’. Io ho sperato di raggiungere quel livello e ho avuto la fortuna di riuscirci, da questo punto di vista mi reputo fortunato perché sono tanti i ragazzi che coltivano questo stesso sogno, lo inseguono, provano a raggiungerlo in ogni modo e non riescono a fare ciò che ho fatto io.

Avrei potuto fare grandi cose perché, in quel momento della mia carriera, stavo giocando con continuità, ero stato inserito in rosa, miglioravo ogni anno di più. Ero curioso di scoprire dove sarei potuto arrivare, ma non mi piango addosso. Nonostante gli infortuni, mi ritengo, come detto, fortunato. Adesso sto provando a ripartire, il percorso è lungo ma spero di poter dire ancora la mia”.

Continua a seguire il Catania e fa ancora il tifo per la squadra rossazzurra?

“Ho il Catania nel sangue, è la squadra della mia città ed è la squadra che mi ha permesso di trasformare il sogno in realtà. Pertanto, anche se silenziosamente, continuo ad essere il suo primo tifoso e auguro sempre il meglio alla società e ai ragazzi, con alcuni di loro ci sentiamo ancora”.

Attualmente il Catania è impegnato nei playoff di Serie C: riuscirà, a parer suo, a raggiungere la promozione?

Il valore della squadra del Catania è indiscutibile, superiore rispetto alle altre a livello di rosa, tuttavia i playoff sono un campionato a sé e se non si affrontano con la giusta concentrazione si rischia di non raggiungere l’obiettivo e questo sarebbe un peccato perché, a parer mio, il Catania è la squadra più attrezzata per andare a disputare un campionato di Serie B nella prossima stagione“.

Quali squadre potrebbero, secondo lei, insidiare gli etnei?

Trapani e Sambenedettese possono rappresentare il maggior ostacolo dei rossazzurri anche se dopo le partite d’andata disputate da entrambe le squadre sono un po’ più titubante. Spero che il Catania dimostri il proprio valore, la propria voglia di vincere e di disputare, il prossimo anno, il campionato di Serie B. Se lo merita“.

Concludiamo con una domanda relativa al suo futuro: pensa che nella sua carriera da calciatore ci sarà ancora spazio per il professionismo?

“Non ho mai smesso di crederci perché sto bene fisicamente e ci proverò finché non riuscirò a tornare tra i professionisti. Se sarà Lega Pro, Serie B o Serie A questo lo sa solo Dio, magari resterò in Serie D, ma da parte mia ci proverò con tutte le mie forze”.