De Rossi, l’addio alla Roma tra commozione e rammarico: nel calcio non c’è più spazio per le bandiere?

Una storia durata diciott’anni, una testimonianza di fede, identità, appartenenza, fedeltà ai propri colori ed alle proprie radici. Si può riassumere in questi concetti, forse troppo spesso abusati ma sicuramente significativi, l’avventura di Daniele De Rossi con la maglia della Roma, giunta ieri al capolinea dopo quasi un ventennio. Un addio permeato di malinconia, com’era ovvio che fosse, ma affetto anche da un grande rammarico e da un pizzico di delusione perché lui, l’eterno Capitan Futuro finalmente diventano Capitan Presente, avrebbe voluto che l’epilogo fosse un altro, avrebbe voluto continuare a difendere i suoi colori, stringendo al braccio quella fascia.

 




Nella decisione, come ha rivelato lo stesso De Rossi in una commovente conferenza stampa, ha influito la presa di posizione della società, la scelta di non rinnovargli il contratto. Perché lui non se l’è sentita di appendere le scarpette al chiodo, ha capito di non essere pronto ad abbandonare il mondo del calcio. Il suo futuro è ancora ignoto, la sua prossima destinazione ancora misteriosa. In questa vicenda, però, al di là delle legittime considerazioni di una società emerge, ancora una volta, l’importanza assunta dalla sfera economica nel calcio moderno, il trionfo della moneta sui sentimenti. Le società, lo sappiamo, sono ormai identificabili più come aziende che come rappresentazione di una storia, una città, una comunità. In quest’ottica, quindi, quasi nessuno diventa indispensabile, la logica dei sacrifici è difficilmente applicabile anche per una bandiera, per un giocatore simbolo.

L’amore e il senso di appartenenza, però, sono più forti di tutto e quel legame che si interrompe formalmente sarà per sempre inscindibile. De Rossi lo ha ricordato, ha voluto ribadirlo più volte durante il suo commiato: “Non escludo che nei prossimi anni mi vedranno intrufolato con panino e birra in qualche settore ospiti a tifare i miei amici”… Perché non può finire così, perché le bandiere continueranno a sventolare sempre, anche nei tempi più bui, anche quando forti venti soffieranno contrari.