Ciclismo, Valerio Capsoni a Masport: “Il 2018 é stato l’anno della Gran Bretagna. Nibali un vero professionista”

Valerio Capsoni, scrittore e cicloamatore, ha concesso un’intervista alla redazione di Masport.

Ne abbiamo approfittato per chiedergli un bilancio dell’anno appena concluso e per chiacchierare anche su altri temi.

Ci potrebbe dare un suo bilancio ciclistico di questo 2018 appena concluso?

La prima cosa che mi viene in mente é stata il dominio della Gran Bretagna nelle grandi corse a tappe. Questo é stato un segnale importante arrivato da oltremanica grazie alle vittorie di Chris Froome, Thomas e Yates. Pensare che fino a pochi anni fa i ciclisti britannici non avevano peso nel panorama internazionale. Le nazioni che hanno sempre avuto grande tradizione nelle competizioni ciclistiche, come Belgio, Italia, Francia e Spagna hanno lasciato spazio lo scorso anno alla Gran Bretagna. Un altro evento da sottolineare é stata la vittoria di Valverde nel campionato mondiale su strada, alla bella età di 38 anni. Non dobbiamo dimenticare la grande vittoria dello “Squalo” Vincenzo Nibali nella classicissima Milano-Sanremo.”

In queste ore si sta parlando del prossimo incontro tra Nibali e Segafredo per un eventuale accordo a partire dal 2020. Che ne pensa di questo scenario?

La squadra Bahrain-Merida si é formata attorno a Nibali, quindi un team “Nibalicentrico”, si é potenziata col passare del tempo e ha concluso quest’anno un’ottima campagna acquisti. Vincenzo nell’ultimo periodo ha mutato un po’ le sue caratteristiche, sta andando verso gli ultimi anni utili per raccogliere qualcosa, nelle corse a tappe é competitivo ma non vince un giro dal 2016, però ha vinto nelle gare di un giorno come il giro di Lombardia e la Milano-Sanremo. Quando Nibali voleva lasciare l’Astana c’era interessamento da parte della Segafredo che aveva offerto una cifra non indifferente, ma lo “Squalo” preferì accettare la proposta di Bahrain-Merida. La Trek Segafredo é disposta a costruire un team intorno a Vincenzo Nibali e per il ciclista siciliano sarebbe molto interessante concludere la carriera in un team italiano. Lo “Squalo” é corteggiato anche da Saronni, manager della UAE Team Emirates, l’attuale squadra sarebbe pronta a un rilancio per cercare tenere il corridore siciliano, anche se ci sono stati alcuni problemi sulla durata del rinnovo del contratto. Secondo me il cambio di casacca é abbastanza probabile.”

Lei ha scritto un libro insieme a Turi Barbagallo su Nibali. Ci può raccontare il personaggio Vincenzo Nibali?

“Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente e di pedalare in qualche occasione insieme a lui, l’ho conosciuto nel lontano 2011, un anno dopo la sua vittoria nella Vuelta in Spagna ed era un corridore in netta ascesa. É una persona molto disponibile, molto alla mano e con cui si può dialogare tranquillamente. Quando abbiamo scritto il libro abbiamo avuto modo di ragalarglielo e ci ha ringraziato. Questo  libro è nato dal basso, non dalla volontà del corridore o del suo management, ma é partito dagli appassionati che hanno voluto raccontare quel Tour de France vinto. Lui ha apprezzato moltissimo.”

Il 2 Gennaio Coppi avrebbe compiuto 100 anni, secondo lei mancano uomini di Sport come lui?

In questi anni é cambiato molto lo sport in questione, Coppi era l’emblema dell’epica del ciclismo con le sue vittorie in solitaria, i successi nella Milano-Sanremo e la sua rivalità con Bartali. Il ciclismo si é molto appiattito come altri sport, come ad esempio la Formula 1, non c’è più molto spazio per il romanticismo e non c’è più quella imprevedibilità che faceva appassionare le folle, come “Il Pirata” Marco Pantani. Il ciclismo si é evoluto rispetto agli anni in cui correva Fausto Coppi, comunque se ci fosse ancora sarebbe in ogni caso un grande campione, perché la classe non é acqua.”

Perché il ciclismo non interessa più come una volta agli amanti dello Sport?

In realtà c’è un paradosso perché il numero di appassionati e di chi va in bicicletta é in aumento, quando ho iniziato circa 20 anni fa molti, come me, hanno iniziato sull’onda delle imprese del “Pirata”, oggi c’è un boom di marchi legati al ciclismo, di cui le competizioni professionistiche sono la vetrina. Le gare sono comunque seguite da moltissimo pubblico presente sulla strada, ad esempio mi viene in mente la folla al Tour de France, nel corso della tappa dell’Alpe D’Huez. Al giorno d’oggi é tutto prevedibile”.