Catania, Esclusiva Masport | Spinesi: “Squadra senza personalità”

Lo storico bomber del Catania Gionatha Spinesi è intervenuto ai microfoni della nostra trasmissione, Masport l’Originale, svoltasi sulle frequenze di Radio Antenna Uno dalle 13:00 alle 14:00. L’ex giocatore rossazzurro ha parlato di diverse tematiche legate alla situazione in campionato del Catania, discutendo anche la questione delle giovani promesse.

Che sensazioni hai dopo la gara di ieri, cosa pensi di questo finale di campionato un po’ imprevedibile?

Quest’anno mi sono trasferito a Napoli ma anche la scorsa annata ho seguito il Catania, ripeto ciò che ho sempre detto da qualche anno a questa parte: credo che gli etnei siano privi di personalità in mezzo al campo, io intendo tutti quei giocatori che nei momenti di difficoltà sanno prendere la squadra in mano, superando questi momenti difficili presenti nell’arco di una partita. Purtroppo, non è neanche facile trovare calciatori così e chi li ha e possiede un organico buono, non dico ottimo come quello del Catania, vince i campionati. Quindi, è evidente che questi elementi nel calcio di oggi sono essenziali. Il Catania sfortunatamente, da cinque/sei anni, non ha questi giocatori. Io non parlo di esperienza, bravura o di qualità in mezzo al campo ma di personalità e quello o c’è l’hai o a chicchere non la costruisci“.

Credi che ci sia il gruppo?

Il Catania questa stagione, così come la scorsa, ha una squadra che se giochi in Serie B o arrivi ai playoff o manca poco per qualità tecniche. Premetto che il Girone C di Serie C è il più complicato, negli altri Gironi ci sono comunque squadre positive in trasferta e i campi dove vai non sono “fortini” come quelli del C, in questo il Catania è penalizzato. Il gruppo rossazzurro è stato costruito e allestito per essere la squadra da battere, niente da imputare alla società: hanno comprato il meglio della categoria. Se un allenatore come Sottil, con il quale ho giocato e di cui conosco anche la persona, sanguigno e caratteriale (entrambe sue caratteristiche oltre a quelle tecniche) non è riuscito lui a trasmettere la sua caratteristica, ovvero la cattiveria agonistica, e la personalità in mezzo al campo significa che il gruppo non le possiede”.

Pensi che i playoff siano recuperabili e come si arginano questi ‘mali’ di cui stai discutendo?

No, no non sono mali, è una caratteristica che hai in meno rispetto alle altre concorrenti. Sicuramente i playoff, classificandoti in una posizione più consona possibile, saltando i primi turni o disputandoli in casa e gareggiando con altre squadra di diversi Gironi dove giocano a calcio in quei fortini del girone C, il Catania può dire e dirà la sua in maniera abbondantemente forte. Gli etnei incontreranno squadre organizzate più o tanto quando loro e vincere non è mai facile. Non è scontato. In questo momento vorremmo che si trionfasse 3-0, 4-0. Però il Milan di Ancelotti ha conquistato campionati vincendo di misura e aveva giocatori importantissimi. Quello che conta è arrivare prima degli altri anche solamente di un punto, il Catania non deve dimostrare a nessuno di stravincere, deve farlo e basta. Non è prevedibile giungere fino in fondo ai playoff. I rossazzurri devono scrollarsi di dosso le responsabilità che si sentono e che, giustamente, sono state attribuite a tutta la rosa. Devono ricompattarsi, nulla è perso. C’è questa grossa possibilità e come ci prova il Catania, lo fanno le terze e tutte le altre. Monza, Pisa sono compagini allestiste. Seguo molto anche la squadra della mia città (Pisa) e a gennaio con due, tre innesti è migliorata parecchio e oggi si candida per vincere i playoff”.

I giovani della Berretti potrebbero avere un ruolo importate? Sono in grado di dare la serenità mancata ai ‘Senatori’?

Io sinceramente non sono d’accordo. Penso che ‘Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare’ e questa caratteristica la possono avere calciatori più esperti. In sfide ad eliminazione diretta, preferirei sempre schierare un giocatore meno in forma ma più esperiente che sappia gestire, nei 90 o 180 minuti, i momenti di difficoltà, cosa faticosa per un ragazzino“.

Intervista realizzata da Gianluca Virgillito e Vittorio Sangiorgi.