Catania, Camplone si presenta: “Io tecnico votato all’attacco. Lo Monaco: “Vogliamo il salto di categoria”

Oggi il nuovo mister del Catania Andrea Camplone si è presentato, insieme all’intero staff tecnico della prima squadra, ai giornalisti. Insieme all’allenatore rossazzurro sono intervenuti l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco e il direttore sportivo Christian Argurio. Di seguito le parti salienti delle dichiarazioni dei tre etnei.

Lo Monaco

“Abbiamo scelto Andrea Camplone per riappropriarci di un modo di giocare a calcio. Noi vogliamo questo “benedetto” salto di categoria. E soprattutto vorremmo imporci con una nostra idea all’interno del panorama calcistico. Vi annuncio che il direttore sportivo Christian Argurio, il coordinatore dell’area tecnica Mario Marino e il responsabile del settore giovanile Alessandro Failla hanno rinnovato il contratto fino al 2022.

Mercato? Questo anno è stato abbastanza tormentato ma mi viene da sorridere quanto leggo i giornali. Abbiamo una rosa corposa con tanti contratti pluriennali. Poi ci sono situazioni da analizzare attentamente. Ad esempio Pisseri è ancora in organico malgrado noi abbiamo già preso Furlan. Dopo tre anni, però, mi sembra chiaro che lui voglia confrontarsi con altre piazze. Vedremo. I tre attaccanti centrali hanno caratteristiche che si completano. Abbiamo preso già quattro elementi e sicuramente faremo altre due o tre acquisti. Rimane il concetto delle coppie per ogni ruolo e acquisiremo calciatori solo se parte qualcuno. Ezequiel Carboni torna da noi: guiderà la seconda squadra del Catania e coordinerà anche gli altri allenatori dal punto di vista tecnico.

Gironi misti? Ci sono due ipotesi in atto: dividere il girone Nord in senso verticale però in quello C ci saranno sicuramente calabresi e campane. La FIGC deciderà il 17. 

Tifosi? Catania è una società forte solita stimata e considerata. La strada è tracciata e mi auguro che la nostra piazza ci sostenga. Ci sono i tifosi normali e quelli che sentono la propria squadra come la famiglia e Sant’Agata. Le polemiche con la tifoseria sono state create ad arte alcune persone.  Speriamo che il dato dei 7 mila dello scorso anno venga superato.

Barisic ha problemi fisici ma è un valore. Il Bari è senza debiti e ha una proprietà importante alle spalle. Il Catanzaro e la Reggina hanno proprietà con ampie disponibilità economiche. Noi ancora abbiamo qualche zavorra del passato però colmeremo il gap e cercheremo di vincere il campionato con i nostri mezzi. Il rendimento di un calciatore dipende anche dall’insieme della squadra e di creare gruppo e avere motivazioni”.

Argurio

“Ringrazio il direttore Lo Monaco per la fiducia, cercheremo di raggiungere il solito obiettivo: la Serie B. Lodi? Così come ha spiegato il mister, si deciderà dopo le valutazioni. Ci sono ancora dei ruoli da colmare, il mercato è ancora lungo e non è il caso di affrettare le trattative. Faremo delle scelte e aspetteremo per cercare di comprendere quale mossa fare prima della conclusione del calciomercato”.

Camplone

Io sono molto felice di essere qui. Sinceramente non mi aspettavo adesso una chiamata del genere, ho preso il primo aereo e sono venuto. Il Catania non ha niente a che vedere con questa categoria. Chiamata della società rossazzurra? Non me l’aspettavo quest’anno, ma l’anno scorso. Non si può dire no ad un club come il Catania. Ci siamo messi d’accordo quasi subito, è stato semplice dire di sì.

Questa è un’occasione importante, dopo l’esperienza davvero negativa di Cesena: sono stato esonerato dopo aver salvato la squadra con due turni d’anticipo nella stagione precedente. Poi sono rimasto fermo per due anni proprio perché ho pagato la mia irruenza e il mio modo di fare. 

Ora stiamo cerchiamo di costruire una squadra competitiva, questa piazza lo merita. Allo stesso modo si stanno organizzando le nostre rivali. Certamente vincere non è mai semplice, però io ho tantissima voglia e proverò ad entrare nella storia di questo club. 

Non c’è un modo giusto per vincere. Io ho una mentalità: giocare da dietro, palla a terra, e sono caratteristiche che cercherò di tirare fuori dai miei calciatore. Il calcio è classe e corsa. Ci sono i portatori d’acqua e c’è quello che deve inventare, credo che sarebbe perfetto e servirebbe un bel mix. Non si vince solo se investi tanto. Il motivo di un anno di contratto? Non dipende dall’anno in più di contratto che si fanno grandi cose. Credo in questo progetto, non mi piace rubare soldi. Penso che la riconferma deve essere il giusto premio per quanto si fa. Amichevoli in programma? Siamo ancora in fase di allestimento, solitamente per la prima settimana non le faccio. Dalla seconda in poi, cerco di far giocare la squadra ogni tre giorni.

Modulo 4-3-3? L’ho utilizzato per parecchio tempo, a Perugia cambiai modulo passando al 3-5-2 perché la squadra si era appiattita. Gli allenatori devono lavorare con due moduli, perché non si sa mai quello che può succedere nel corso della stagione. Staremo a vedere quale modulo proporrò come alternativo al 4-3-3, credo che proveremo la difesa a tre. Cercherò di inculcare una mentalità propositiva sia in casa che in trasferta.

Sono un mister un po’ spregiudicato, mi piace attaccare con tanti uomini. Io posso avere tutte le idee… ma se non mi seguono, posso tornare a casa. Non gioca chi non corre come dico io. In Serie C ci sono tanti campi di patate? Quando dovremo giocare lì ci adatteremo: allenandoci su superfici simili e facendo i dovuti accorgimenti, io penso che la qualità e il gioco alla lunga pagano sempre. Mi piace che le mie squadre abbiano un’identità ben precisa, e quindi spesso mi si ama o mi si odia. 

Serviranno per gli esterni d’attacco una o due pedine, a centrocampo giova un po’ di gamba, andremo a puntellare il reparto in questo senso. Non sono uno che chiacchierata molto, sono un metodico. I giovani? Se un ragazzino è bravo, io lo faccio giocare, non sono una che guarda l’età. Osservo quello che si fa in campo. Galeone? Con lui ho fatto dieci anni anche se ho esordito da calciatore con Catuzzi. Io però sono cresciuto con Galeone.

Mercato? Io non ho fatto nomi, l’unica richiesta è stata quella di valutare gli elementi della rosa in ritiro prima di eventuali cessioni. Il motivo? Credo che di stagione in stagione e da allenatore ad allenatore possono cambiare tante cose. Ciccio Lodi? Ritengo che un giocatore con le sue qualità possa essere il regista del mio 4-3-3 perché i miei vertici bassi non sono di rottura, ma toccano almeno 200 palloni ogni gara e il gioco passa sempre da loro”.