Basket, NBA: clamoroso a Los Angeles, si dimette Magic Johnson

Un fulmine a ciel sereno (o quasi) per i Lakers. Poco prima dell’ultima partita casalinga contro Portland, Magic Johnson si è dimesso dalla carica di presidente della franchigia. Il tutto è avvenuto attraverso una conferenza stampa improvvisata dallo storico ex giocatore gialloviola.

Un addio che definire inaspettato è riduttivo. “Sono uno spirito libero che è stato ammanettato. E non mi piace – le parole di Magic dopo l’addio -. Avevo una vita splendida prima di accettare questo lavoro: non vedo l’ora di tornare a quella vita”. Ha proseguito dicendo che i Lakers “Sono nella posizione giusta, se non fosse così me non me ne andrei. Il prossimo anno staremo bene, se riusciremo a prendere un’altra star staremo benissimo”. Secondo le sue dichiarazioni, nessuno gli avrebbe messo pressione per andarsene.

Per quanto riguarda il rapporto con  Jeanie Buss, la proprietaria che per lui è come una sorella, Johnson ha detto: “Qualcuno dovrà dirle che me ne vado, perché io non riesco a guardarla negli occhi e dirglielo. Ci siamo visti ieri per fare il punto sulla direzione in cui sta andando questa franchigia, mi ha ribadito che avevo il potere di prendere qualsiasi decisione ritenessi giusta sullo staff tecnico. Non abbiamo mai litigato o siamo stati in disaccordo. Ma non voglio mettermi nelle condizioni di litigare con lei. Mi divertivo di più come ambasciatore, come simbolo: domani avrei dovuto rovinare la vita di qualcuno e non è quello che voglio. Non voglio mettermi tra Jeanie e Luke”.

Insomma, il fallimento del progetto triennale di Magic Johnson, il fallimento dei Lakers, senza playoff al primo anno di LeBron. Toccherà adesso proprio a Jeanie Buss decidere le sorti di coach Walton (che secondo i piani di Magic doveva essere licenziato a fine anno) e del general manager Rob Pelinka. Si fa spinosa anche la situazione James, con il re che avrebbe mostrato segni di declino e i giovani che sembrerebbero andare contro di lui. Una stagione iniziata male e finita peggio per i Lakers, un futuro che appare sempre più incerto e un passato che continua a pesare sulle spalle di giovani, LeBron e dirigenza.

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